martedì 17 luglio 2012

Casa II

E veniamo alla seconda tranche di casting.
Durata esattamente 5 minuti.
Praticamente sono entrata, ho buttato la testa dentro e mi sono data alla fuga.

Mi apre la porta un evidente nostalgico metallaro: coda di cavallo lunga più della mia, che non è certamente corta, abbigliamento da concerto supergiovane, occhiali, nerd, puzzone, ecc.
Ero a metà rampa di scale e già volevo fare dietro front.

Ma sono stoica.
Oggià.

Entro in questa casa che sembrava mai rimessa in sesto dopo gli attacchi bellici degli anni quaranta.
Fetida, lurida, schifida.
Una cosa davvero rivoltante.

Due convenevoli, una sbirciatina alla cucina e al bagno.
Che non descrivo per decenza, perché se il mio stomaco è stato duramente messo alla prova dall'increscioso incidente, non vedo perché dovrei far patire lo stesso trambusto anche al vostro.

Insomma, una Caporetto domestica.

Ovviamente ho detto la solita frase super yeah "vi farò sapere".
Sì, se mandare la protezione civile ed un'impresa di derattizzazione a tradimento.

Domani mi attende la terza, spero vivamente che sia quella giusta perché già inizio ad aver voglia di prendere baracca e burattini e trasferirmi sotto i ponti.
Pare che siano ben frequentati, freschetti e spaziosi.
Mi dicono che c'è un pelino di umidità, ma che sarà mai?

Voi incrociatevi per favore, interamente.
In cambio avrete tutta la mia sempiterna ed imperitura riconoscenza per avermi salvata da una broncopolmonite fulminante contratta a gennaio 2013 sotto il ponte Isabella, mentre condivido una bottiglia di gin nella carta del pane come fanno i veri clochard dei film americani!


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